La chiusura

Non è certo facile da descrivere. Quasi quasi vale la pena suggerire a chi possiede un minimo di spazio web di proporre un trenta secondi di filmato con le mani in primo piano. Sostanzialmente bisogna innanzitutto ripiegare a triangolo il quadretto, per poi prendere tra le dita delle mani gli angoli della diagonale che forma la base.
Questi due angoli vanno ripiegati all'indietro (dal lato opposto al vertice del triangolo) mentre la punta del triangolo grazie a questo movimento andrà a formare una piega che servirà a trattenere il ripieno. Continuate a ripiegare i due angoli della base sino a sovrapporli, e poi con due dita schiacciate lievemente per saldarli. QUESTO è il vostro tortellino.
Ah, dite che è venuto orribile e che non assomiglia minimamente a cio' che avete sempre mangiato come un tortellino? Non perdetevi d'animo: innanzitutto esprimete tutte le giaculatorie che conoscete verso l'estensore di queste note, e nel contempo afferrate il tortellino e con elegante gesto portatelo alla vostra bocca. Se avete seguito tutte le istruzioni sin qui date, il tortellino è già buonissimo cosi', crudo.

Seguendo le note procedure informatiche, ricominciate dal passo "ripiegare a triangolo i quadretto" e ripetere il movimento. La procedura ricorsiva si arresta quando la forma ottenuta comincia ad assomigliare vagamente ad un vero tortellino, ovvero quando ne avete mangiati troppo e un lieve senso di nausea da tortellino crudo vi pervade...

Siete giunti quindi al punto di cominciare a disporli ordinatamente sui vostri vassoi di cartone, che non dovrebbero nemmeno avere bisogno di una spolverata di farina per evitare che si attacchino.

La loro destinazione, come noto, è il brodo (MAI, in ogni caso, lessarli in acqua), ma se avete voluto esagerare nelle quantità e/o nell'anticipo di preparizione, i vassoi possono tranquillamente venire congelati, uno ad uno. Dopo un'oretta nel ripiano del congelatore li raccoglierete in sacchetti, pronti all'uso e agli "oooohhhh" di meraviglia dei vostri ospiti.